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Don Chisciotte

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di Paolo Merlini

[ Don Chisciotte ] Francesco Guccini
Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
solo i cinici e i codardi non si svegliano all’aurora:
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri!

Da anni, la sveglia suona alle 6.30 a casa mia. E’ il Maestrone di Pavana che mi viene in soccorso con la sua indimenticabile Don Chisciotte. Alla fine della strofa citata, sono già in bagno dopo aver preparato il miscuglio di semi vari, farro soffiato e fiocchi di grano che sono il mio doping giornaliero. Verso le 7 sono in garage e mediamente intabarrato, parto per il mio quotidiano viaggio mattutino.
Secondo i più, alle mie latitudini (abito a sud del promontorio del Conero, sulla costa Adriatica), d’inverno, la mattina, vanno in bicicletta solo gli anarchici, i matti ed i cinesi. Io sono un italiano non anarchico e questo vi basti.
L’aria è sottile e aiuta ad aprire tutti i chakra. Il pensiero si mette in moto e non faccio più caso allo sguardo degli automobilisti che mi guardano come un povero disgraziato che non c’ha i soldi per la macchina, oppure nella migliore delle ipotesi, un asso del volante incappato in un autovelox peregrino che, immortalatolo a 200 all’ora a bordo del suo SUV nuovo di pacca, si è visto ritirare la patente. Nulla di tutto questo, vado in bici perché mi piace.
Ho sempre adorato montare in sella del mio Ronzinante dopo aver calcato in testa l’Elmo di Mambrino (cioè il casco). Di quando in quando ho un po’ di lucidità per leggere nello sguardo degli automobilisti in coda al semaforo, perennemente in ritardo, che alle 7 e 30 già si svampano con rabbia la prima sigaretta, uno sguardo di riprovazione. Loro sono convinti che io in testa abbia una semplice bacinella da barbiere e che “cavalchi” un residuato bellico. Nulla di più errato, ma non ho tempo per spiegare agli inscatolati, chiusi nel loro vuoto pneumatico climatizzato che fuori dei loro finestrini elettrici c’è il Mondo e che, soprattutto la mattina, l’aria (alle mie latitudini) ancora profuma (e profumerebbe di più se loro non emettessero Co2 con i loro catorci). Mi limito a restituire loro lo guardo compassionevole col quale si rivolgono a me. Sono rassegnato!
Continueremo a non comunicare fino a quando loro non proveranno a lasciare le “Scatole” che li imprigionano.
Allo stesso tempo non demordo e faccio tesoro della strofa finale della canzone di Guccini:

[Don Chisciotte]
Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il “male” ed il “potere” hanno un aspetto così tetro?
Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà?

Il “potere” è l’immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte:
siamo i “Grandi della Mancha”,
Sancho Panza… e Don Chisciotte!

W la Bicicletta e W Francesco Guccini che non ha mai preso la patente come il mio amico veneziano Alberto Fiorin.
Che Dio conservi tutti i non patentati ma anche i disertori delle 4 ruote!
Sono certo che continueremo a non far aumentare il Prodotto Interno Lordo, per lo meno fino a quando non verranno a stanarci casa per casa e dopo averci rapato a zero e maltrattato, ci affiggeranno un cartello al collo con la scritta: “non ho consumato”….. Ma questa è un’altra storia. Spero che mi darete tempo per raccontarvela.

2 Responses to “Don Chisciotte”

  1. [...] » Blog Archive » Don Chisciotte Che Dio conservi tutti i non patentati ma anche i disertori delle 4 ruote!Sono certo che continueremo a non far aumentare il Prodotto Interno Lordo, per lo meno fino a quando non verranno a stanarci casa per casa e dopo averci rapato a zero e maltrattato, ci affiggeranno un cartello al collo con la scritta: “non ho consumato”….. Ma questa è un’altra storia. Spero che mi darete tempo per raccontarvela. [...]

  2. Alberto scrive:

    Grazie per la citazione.
    “AAA patentauto e militesente cercasi”: sono fregato. Comunque non siamo poi così in pochi… e né per cinismo e neppure per codardia.

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