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​Marc Tardieu

Nato nel 1959, si dedica principalmente alla scrittura. Scrivendo un libro sul nonno, che dall’Auvergne si era trasferito a Parigi, ha maturato un interesse per la storia e la vita quotidiana delle comunità di provinciali (originari dell’Auvergne o della Bretagna) che vivevano a Parigi. In seguito ha pubblicato numerose opere sugli immigrati nella metropoli (africani, antillesi), di cui ha sempre avuto a cuore la situazione. Si è convertito al buddismo a ventidue anni e da allora questa religione funge da cornice alle sue attività. Si dedica anche alla traduzione dei suoi testi fondamentali, trovandovi un’ispirazione che alimenta il suo universo letterario. È autore di numerosi romanzi e testi pubblicati dalle Éditions du Rocher: Procès d’un négrier (2007), Les Africains en France de 1914 à nos jours (2006), Généalogie d’un métis (2006), Les Antillais à Paris (2005), Les Alsaciens à Paris de 1871 à nos jours (2004), Les Bretons à Paris de 1900 à nos jours (2003), Le Bal de la rue de Lappe (2002), Les Auvergnats de Paris (2001), Le Bougnat (2000); ha scritto anche una biografia di Péguy (Julliard, 1993) e una raccolta di interviste a Jean-Claude Renard intitolata Quand le poème devient prière (Nouvelle Cité, 1987)

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