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Il canto delle vele

Piccole riflessioni sulla navigazione d'altura

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  • PAGINE: 96
  • FORMATO: 11x16 cm
  • LINGUA: Italiano
  • RILEGATURA: Brossura filo refe
  • PRIMA EDIZIONE: gennaio 2016
  • ISBN: 9788865491744
  • COLLANA: Piccola filosofia di viaggio
8.50   Ediciclo Editore

Issare le vele, prendere il largo, gettare l’ancora. Le azioni di un velista sono magnifiche metafore del viaggio. Partire in solitaria, affrontare la furia delle tempeste australi e la minaccia errante degli iceberg, farsi tutt’uno con lo scafo e le sue vele: tutto questo, per il mondo contemporaneo, così ansioso di sicurezza e abituato alle comodità, è la più grande e impagabile libertà. Navigare in altura significa vivere in straordinaria comunanza con gli elementi naturali: l’oceano senza fine, certo, ma anche il cielo, da cui nascono venti e tempeste, e la terra, che sia approdo temporaneo o agognata ultima meta. Significa avere una particolare sensibilità per le mille sfumature iridescenti del mare, che al marinaio insegnano il gusto estetico e lo invitano a ricercare, nel coraggio della sfida all’incognito, la propria natura più profonda. Vuol dire anche avere a che fare con gli abitanti degli oceani: le balene e i delfini, divertenti compagni di viaggio; le meduse, dalle inquietanti luminescenze; le danze leggiadre di albatros e gabbiani. Infine, l’esperienza della barca a vela fa entrare in contatto con uomini e donne i cui sogni e le cui certezze, incrostati di salsedine, sono uno potente antidoto contro la società dei consumi.



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