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La bicicletta di bambù

8371 km dal cuore dell'Africa Nera alle Paralimpiadi di Londra

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  • PAGINE: 224
  • FORMATO: 14x21 cm
  • LINGUA: Italiano
  • RILEGATURA: Brossura filo refe
  • PRIMA EDIZIONE: settembre 2013
  • ISBN: 9788865491034
  • COLLANA: Altreterre
16.50   Ediciclo Editore

Nelle favole c’è sempre una regina che chiede a un cavaliere di compiere un’impresa. La regina in questa storia esiste davvero: si chiama Nkomeshya Mukamambo II, ed è una chieftness di una tribù zambiana che amministra una regione grande come la Lombardia. È lei che un giorno si è rivolta a Matteo, e a Sport2build, per trovare i finanziamenti per costruire una scuola per uno dei suoi villaggi sperduti nel bush. Matteo ha così deciso che quella era l’occasione che aspettava da anni: un viaggio in bicicletta attraverso l’Africa per far conoscere il progetto e per raccogliere fondi per finanziarlo. In sella a una bici di bambù, prodotto tipico zambiano, Matteo è partito da Lusaka, capitale dello Zambia, e dopo quasi 8400 km e due mesi e mezzo di viaggio, è arrivato a Londra per assistere alle Paralimpiadi. Un traguardo simbolico, grande momento di sport per tutti, ma esempio di impegno quotidiano, con le sue storie esemplari di gente che non si è mai rassegnata, che non ha mai mollato. E questo è il diario dell’avventura di Matteo e della sua bici di bambù. Un’avventura a pedali, che ha attraversato i 50 C° del deserto sudanese e i 3000 e passa metri degli altipiani dell’Etiopia, sentieri di fango e piste di sabbia, villaggi attraversati tra ali di folla di bambini in festa, come neanche al Tour de France, bivacchi di pastori, la bolgia infernale del traffico del Cairo, dopo migliaia e migliaia di km di pedalate quasi in solitaria, fino a scoprire che è stato molto più facile perdersi per le strade di Francia di quanto non fosse pedalare sui tracciati africani. Poi finalmente il traghetto da Calais, l’arrivo a Londra e la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi. Con sette chili in meno, ma con la certezza, a viaggio terminato, di aver addosso molto di più. Perché, come ha detto la voce computerizzata lo scienziato Stephen Hawkings proprio in occasione dell’inaugurazione delle Paraolimpiadi: «Ricorda di guardare in alto, verso le stelle, e non in basso, alla punta dei tuoi piedi. Never give up! Non mollare mai!»



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