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La testa e i garun

Alfredo Binda si confessa a Duilio Chiaradia

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  • PAGINE: 224
  • FORMATO: 16x24 cm
  • LINGUA: Italiano
  • RILEGATURA: Brossura filo refe
  • PRIMA EDIZIONE: dicembre 1998
  • ISBN: 9788885327887
  • COLLANA: Miti dello Sport
12.91   Ediciclo Editore

Alfredo Binda (1902-1986), grandissimo ciclista, vincitore di cinque Giri d’Italia e di tre Campionati del Mondo, e Duilio Chiaradia (1921-1991), pioniere e maestro della ripresa sportiva, insieme in questo volume che si potrebbe definire "il testamento sportivo ed umano" del Campionissimo di Cittiglio.

Il Binda che esce dalle pagine vergate da Duilio Chiaradia attraverso una nutrita serie di conversazioni - tenute col campione nel 1985 - è un Binda almeno in parte inedito, analizzato anche in tanti suoi aspetti umani, qui raccontati, per la prima volta, con dovizia di particolari: per merito di Chiaradia e di Binda, ovviamente, ma anche della figlia del campione Lauretta e della moglie Angela, che con i loro ricordi, hanno dato un contributo non piccolo all’interesse e alla limpida leggibilità del volume. Così, accanto alle celebri imprese del campione e agli straordinari successi del Commissario Tecnico, ci appare il Binda giovane operaio emigrato in Francia, il Binda padre e marito, il Binda grande ballerino e uomo di mondo. Un ritratto a tutto tondo, che rende il campione - forse il più grande di tutti - più familiare e vicino, e ci restituisce il ritratto di un uomo - e di un italiano - che ha saputo affermarsi e vincere non solo in nome proprio.

Immagini interne

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