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geda1

 

Ad esempio, io non la ricordo la mia prima bicicletta. Potrei alzare il telefono e chiedere a mia madre, che lei si ricorda di cose mie molto più di me - come è solito nelle madri che amano i loro figli più di quanto i figli amino se stessi. Ma io non la ricordo. Ricordo una bicicletta, sì. Ma non sono neppure certo che, nei vari ricordi in cui la bicicletta appare, sia la stessa. Potrebbero essere biciclette diverse, successive. Ma ciò che ricordo - e di questo conservo una memoria fisica, tattile - è di me stesso, bambino, che vado su una bicicletta. Ecco.
Ciò che potrei affermare, invece, con certezza è che, a un certo punto, una di quelle biciclette sia stata una Bmx. Le Bmx, giusto per distinguere, non erano quelle che noi ragazzini dei primi anni ottanta chiamavamo bici da cross. Le bici da cross avevano gli ammortizzatori finti (me li ricordo gialli, io, gli ammortizzatori finti delle bici da cross) ed erano una sorta di mutazione genetica delle Grazielle: la bici della cugina modificata da un Hell’s Angel, un chopper di borgata. Ho avuto anche quella, credo. Forse facevo le elementari. Ma nel 1982 (avevo dieci anni) un sabato pomeriggio sono andato al cinema a vedere E.T con i miei, e la bici che Elliot usa per portare il piccolo extraterrestre all’appuntamento con la propria astronave, la bici con la quale vola davanti alla luna, be’, quella bici è una Bmx. Lo so perché uscendo dal cinema ricordo di aver detto a mia madre: “Hai visto? Quel bambino aveva la mia bicicletta”. Continue Reading »

Shoot a bike movie

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 Aperte le iscrizioni – Scadenza 10 Aprile

Sono aperte le iscrizioni alla decima edizione del Bicycle Film Festival. Stiamo cercando film a tema bici, narrativi, documentari, d’animazione, video musicali e sperimentali, stop motion animation, pellicola, super 8. Il Bicycle film festival celebra la città, la strada, la bici come stile di vita. Il suo giro del mondo in più di 35 tappe, incluse Parigi, Londra, Tokyo, New York e Sydney, è di grande impatto sulla diffusione della cultura della bici. Per l’edizione 2010 le tappe sono già stabilite mentre il calendario dettagliato sarà definito entro le prossime settimane. Nato dieci anni fa presso l’Anthology Film Archive di Jonas Mekas, una delle fucine dell’avanguardia cinematografica newyorchese, l’anno scorso il BFF è arrivato a coinvolgere 120.000 mila persone nel suo tour mondiale. Insieme ai film il BFF porta con sé spettacoli, serate musicali, eventi di strada e mostre. Tra artisti e registi, troviamo nomi come Mike Mills, Jørgen Leth, Michel Gondry, Tom Sachs, Neistat Brothers, Phil Frost, Blonde Redhead.

Poster e istruzioni per l’iscrizione su: www.bicyclefilmfestival.com Brendt Barbur Founding Director Bicycle Film Festival Annalisa Turroni – LaPisa lapisa@bicyclefilmfestival.com Bicycle Film Festival Milano +39 347 0834612

 

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Le Ferrovie Dimenticate 2010 in video
MEGAVIDEO della Terza Giornata nazionale delle Ferrovie Dimenticate.
Istruzioni per partecipare al Concorso
Come si partecipa?
Basta girare un video-clip riassuntivo o che colga alcuni momenti salienti di un evento del 7 marzo 2010. Non conta la tecnica di ripresa, quanto l’originalità del soggetto. Si possono presentare anche più video dello stesso evento, ma si devono riferire alla giornata del 7 marzo, non prima e non dopo, e non in altri luoghi.

Quanto lungo?
Un regista famoso disse che in tre minuti si può fare un film da Oscar. Quindi al massimo tre minuti. Non saranno considerati video di lunghezza maggiore. Continue Reading »

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I pony express - o urban bike messenger - in bicicletta spopolano. Il “virus” è talmente contagioso che ora anche Pordenone, che consta, senza contare la provincia, di circa 45.000 mila anime, ha i suoi fattorini a pedali. Si chiamano Urban Trail - corrieri ecologici, e servono i comuni di Pordenone, Cordenons, Porcia e Roveredo. Una forma di consegna ecologica, veloce e conveniente non solo per buste, pacchi, documenti e simili, ma anche per commissioni in posta e banca, spesa a domicilio, medicinali, ricariche, riviste ecc. “Tutto quanto può esser contenuto nei nostri zaini” cita il volantino, purché sia entro i 10 kg. Ritiri e consegne in max 3 ore (in caso di maltempo 5). Non possiamo che augurare quindi buoni affari agli Urban Trailers di Pordenone, e a tutti i poni express a pedali d’Italia. Anzi, cogliamo l’occasione per lanciare un invito virtuale: venite tutti a Ciclomundi, dal 24 al 26 settembre a Siena! Organizzate una carovana di urban bike messenger dalle vostre città alla famosa città d’arte. Noi, assicuriamo piena visibilità… Buone pedalate!

porreca

 

Lasciavo Sandokan e Tremal-naik, per salirci su, la mattina presto, in campagna, le estati a Carano, la mia prima bicicletta. Lasciavo le mani ruvide della nonna che stropicciava ancora il mio viso di acqua fresca, lei che diceva che mi lavavo come i gatti, e via. Il Tourmalet, l’ Izoard, l’ Aubisque erano lì, sui cento metri di un sentiero sdrucito fra gramigna e terreno, dalla casa nostra a quella dei contadini, più in su. A cavallo di un ponte di legno malfermo. La mia prima bicicletta era lì, una ‘Bianchi’ 18, con tanto di manubrio da corsa e borraccia, di latta come una stella da sceriffo, ed addirittura il cambio di velocità, incredibile, che un ingegnoso artigiano di Sessa Aurunca era riuscito ad adattare ad una bici così piccola: e la rendeva dunque unica, preziosa, mai vista in giro.. Continue Reading »

Neonati e bici - S.O.S

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Riceviamo questa richiesta che giriamo al popolo di “Andamento lento”: chi ha piacere di rispondere a Elisa e Luca lasci pure dei post!

Carissimo Editore Ediciclo,
siamo 2 appassionati di bicicletta, mezzo che utilizziamo sia nel nostro vivere quotidiano a Torino, sia per i viaggi. Tra pochi mesi diventeremo genitori e stiamo cercando un modo per portare il pupo in bicicletta fin dai primi giorni di vita (es. trovato su internet di attrezzatura possibile: http://www.steco.nl/pages/consumer/index.php?taal=nl&page=Producten&cid=12&pid=20 <http://www.steco.nl/pages/consumer/index.php?taal=nl&page=Producten&cid=12&pid=20>).

Ovviamente abbiamo molti dubbi su sicurezza/comfort/fattibilità, ecc e stiamo cercando se in Italia c’è qualche altra coppia che abbia già affrontato tale esperienza e possa quindi darci dei consigli. I blog/forum di ciclisti sono spesso focalizzati su altri topics e se si parla di bimbi in bici, ci si riferisce sempre ad età maggiori, quando il bambino può già stare seduto. Per caso  potete darci qualche consiglio o conoscete chi potrebbe farlo?
Ringraziamo anticipatamente e ci prenotiamo per Ciclomundi 2010!!!

Ribiciclando

logoribici

 

Torna, a Fa’ la cosa giusta, RIBICICLANDO!
Dopo il primo, grande, evento di raccolta bici per il Burkina Faso, organizzato in occasione del Giro d’Italia 2001, e che ebbe il sostegno del compianto Candido Cannavò, storico direttore della Gazzetta, ritorna, presso la più grande mostra mercato dedicata all’economia sostenibile e al consumo critico, RIBICICLANDO.
L’iniziativa, ideata e organizzata dall’ong Fratelli dell’Uomo, invita a regalare biciclette usate che una volta messe a punto verranno messe all’asta. Le biciclette donate dai cittadini saranno raccolte nel piazzale antistante l’entrata di “Fa’ la cosa giusta”, FieraMilanoCity, porta Scarampo : venerdì 12 marzo, ore 9-21; sabato 13 marzo, ore 9-23; domenica 14 marzo, ore 10-19.Domenica 14 dalle ore 14.30 alle ore 16.30 le bici più belle ed esclusive saranno messe all’asta. E’ prevista la partecipazione di personalità del mondo ciclistico.
I proventi verranno devoluti a un progetto di Fratelli dell’Uomo in Senegal, per promuovere l’installazione di pannelli solari nei villaggi della regione di Mekhe. Il progetto è coordinato localmente dall’Unione dei Gruppi Contadini della zona . L’iniziativa si svolge in collaborazione con Ciclofficina Cuccagna: www.ciclofficinacuccagna.org che fornisce la manodopera e con la Stazione delle Biciclette di San Donato www.lastazionedellebiciclette.com che fornisce pezzi di ricambio. INFO: Fratelli dell’Uomo Viale Restelli 9 - 20124 Milano Tel. 02 69900210 Web: www.fratellidelluomo.org E-mail: info@fratellidelluomo.org

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Mauro Buffa, prossimo autore Ediciclo con un titolo sulla Transiberiana, sarà ospite martedì 9 marzo alle ore 20.30 presso il CAI - SAT, Sezione di Trento, in via Manci 57 a Trento per presentare una serata dal titolo “In viaggio sulla transiberiana. Immagini dalla Russia europea e asiatica“.

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Il Nonno, la V5e l’11 settembre

La prima bici non me la ricordo. Ricordo la quinta. E l’ultima. Che giace monca e mutilata in cantina, fin da una data che tutti ricordano bene. E che ricordo bene anch’io, ma per un altro motivo. Confusi? Non è complicato come sembra, in realtà.

Tutto comincia con la figura mitica nota come il Nonno. Che non è un soprannome, ma il suo legame di parentela con il sottoscritto.
Io della prima bici non ricordo i dettagli, il colore o la marca né niente, ma ricordo bene che ero in un luogo chiamato Riosto, sui colli sopra Pianoro, vicino Bologna, e che a Riosto avevamo una casa delle vacanze, e che un giorno il Nonno aveva detto Togliamo le rotelline, non ti preoccupare, ti tengo per la sella, e io avevo pensato qualcosa tipo Beh, mica cado, c’è il Nonno che mi tiene per la sella. Poi avevo realizzato che non stava tenendola davvero, aveva la mano sotto la sella ma non la toccava, ma io andavo alla grande lo stesso.
Dopo ho avuto altre quattro bici. Poi vi spiego come faccio a ricordarmelo, che erano quattro. Le usavo praticamente solo a Riosto, impegnato in spericolate corse tra i sentieri sassosi con mio fratello e mia sorella. La periferia di Bologna, secondo mia madre, era un luogo inadatto a un bambino in bicicletta…
(in confidenza: sono tuttora certo che la periferia di Bologna, per i ciclisti, sia assolutamente darwiniana. Solo il più forte sopravvive.)
Essendo io un bambino cresciuto con i cartoni animati giapponesi come quasi tutti i bambini della mia generazione, mi ero portato dietro la venerazione per il formidabile pilota Ken Falco. Che a ogni evoluzione della sua macchina la ribattezzava V1, V2, V3…
Ecco perché mi ricordo che LA bici, quella di cui andrò a narrare ora, era la quinta: ci avevo scritto V5 sopra, con l’Uniposka. Continue Reading »

flaviosanti

Se lo dice Freud…

Poche storie. Il vero inferno è avere solo dieci anni e desiderarne almeno il doppio: le femmine giocano con le barbie esaltando la propria maternità innata, in attesa di quella vera; i maschi impugnano le macchinine di latta in attesa di quelle vere. Tutto è una sfibrante attesa, tutto è rinviato, rimandato, ritardato. Alla fine, se ci pensate bene, la vera infanzia compiuta, realizzata è l’età adulta, quando puoi realmente fare ciò che si prospettava solo come simulazione e finzione nell’infanzia. Finalmente puoi giocare sul serio. Perché solo gli adulti giocano. I bambini giocano a giocare, fingono malamente. Non c’è gioco di bambini che non sia una simulazione delle attività adulte: dagli appalti fanciulleschi dei castelli di sabbia alle maternità isteriche delle bambine. Un gioco solo di bambini, che non rispecchi il dopo, il domani, non esiste, né potrebbe esistere. L’età adulta è la vera infanzia, un’infanzia al quadrato, al cubo: una superinfanzia.
Non lo dico io, che potrebbe suonare distorto e soggettivo, ma lo dice Freud, e se lo dice Freud possiamo dormire sonni tranquilli. Continue Reading »

BICITALIA ALLA BIT

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Segnaliamo l’evento dedicato al cicloturismo in Italia e organizzato dalla FIAB alla prossima BIT con la nostra collaborazione.

BICITALIA: la rete nazionale dei percorsi ciclabili
Una risorsa nuova per il turismo in Italia

in programma sabato 20 febbraio 2010 ore 14.00
Sala Conferenze Padiglione 10
BIT - Borsa Internazionale del Turismo
Nuovo Polo Fieristico Rho - Milano

esporrà il tema Claudio Pedroni, membro, dalla fondazione, del consiglio nazionale della FIAB con l’incarico di responsabile per le reti ciclabili e autore della guida “Ciclopista del sole 2. Dal Lago di Garda a Firenze” (Ediciclo Editore) che sarà presentata durante l’evento.

giornata

 
Riparte l’attesa Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate: 
domenica 7 marzo 2010: oltre 60 eventi in tutta Italia
.

Sono circa 6000 i chilometri di rotaie che corrono tra le valli, risalgono le montagne per ridiscendere giù fino al mare. Da tempo non accompagnano più nessun treno, 
sono i nastri d’acciaio che un tempo collegavano città e campagne, regioni tra loro, oggi tornati alla primitiva natura. Ma volendo potrebbero diventare piste ciclopedonali, greenways fruibili con mezzi ecologici (bicicletta, pedonalità, cavallo, pattinaggio ecc.) e per le più vaste categorie di utenti (anziani, bambini, disabili ecc.)
.

Di questi percorsi ci si riappropria domenica 7 marzo con iniziative, incontri, visite guidate, escursioni a piedi o in bicicletta, treni storici speciali. Sarà la riscoperta popolare del patrimonio ferroviario minore con la partecipazione di migliaia di persone (circa 20 mila nell’edizione dello scorso anno). Ci sarà chi per questa domenica tornerà a far passare un treno «speciale» per riscoprire il paesaggio visto dal finestrino; chi rimetterà in moto locomotive diesel d’epoca; chi valorizzerà le greenway italiane come in Umbria, con l’evento Ferroway+tramWay sulla greenway della Valnerina lungo la vecchia ferrovia Spoleto-Norcia; chi farà la prima corsa su una ferrovia fantasma da Santarcangelo di Romagna a Urbino; chi, ancora, metterà in moto il treno irpino del paesaggio, per valorizzare una ferrovia ancora attiva ma molto trascurata; chi andrà in bicicletta lungo la vecchia ferrovia dismessa di Piazza Armerina in Sicilia; chi allestirà mostre con foto d’epoca sulle tratte ferroviarie, tranviarie, funicolari per ricordare come si potesse viaggiare con lentezza godendosi meravigliosi paesaggi.

L’idea di ricordare gli antichi percorsi ferroviari in una giornata di nostalgia, nasce da Co.Mo.Do, la confederazione di Associazioni (Fiab, Associazioni Utenti Trasporto Pubblico, WWF, Alpine Pearls, Touring Club Italiano, Italia Nostra, Legambiente, Ass. Italiana Greenways ecc) che lavora per la mobilità dolce e alternativa.
«Sono piccole ferrovie ancora attive - ha dichiarato Albano Marcarini, Presidente di CoMoDo - che chiedono un rilancio, ferrovie abbandonate che vorrebbero rivedere un treno, ferrovie definitivamente smantellate che possono diventare utili piste ciclo-pedonali».

L’edizione del 2010 sarà anche contrassegnata dalla divulgazione de La Carta di Roma. Si tratta di un documento uscito, dopo il Convegno nazionale ‘Ferrovie e Paesaggio’, tenuto a Roma il 23 febbraio 2009, presso la Sede della Società Geografica Italiana, per la tutela del patrimonio ferroviario storico. Continue Reading »

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Diego Marani, viaggiatore, scrittore, insegnante, uscirà a marzo con il libro “Germania in bicicletta“, un vademecum per organizzare un viaggio, un weekend, un soggiorno a pedali in Germania. Dall’equipaggiamento alla migliore stagione per partire, dagli indirizzi per soggiornare ai migliori itinerari proposti alle indicazioni sulle officine specializzate. La Germania per tutti i pedali e per tutti i viaggi.

Germania in bicicletta, primo titolo della nuova collana “Prima di partire”: quali sono le caratteristiche salienti del libro?

Germania in bici significa prima di tutto il resto le lunghissime e numerosissime piste ciclabili tedesche: invitanti, accoglienti, rilassanti. Piste ciclabili significa pedalare accanto ai corsi d’acqua. Si potrebbe dire, esagerando solo di pochissimo, che ogni fiume tedesco ha la sua pista ciclabile. Se però avessimo titolato il libro /I fiumi della Germania /o qualcosa di simile, dubito che molti avrebbero immediatamente capito che in realtà si tratta di un testo dedicato alle piste ciclabili. Ma questo libro è veramente un invito a scoprire, pedalando, i fiumi tedeschi. Io sono un camminatore non pentito e solo occasionalmente un ciclista. Diciamo che sono un ciclista della domenica. Però a furia di camminare per sentieri tedeschi, spesso mi sono sorpreso a dire a me stesso (e ai miei compagni di viaggio): ma qui sarebbe proprio bello tornarci in bicicletta. E quando ci sono tornato in bici, ne ho avuto la conferma. Questo libro vuol essere un invito, un augurio, un bicchiere di vino leggero e uno spuntino a mo’ di antipasto. O se preferite, una /Weizenbier/ o una /Radler/ in una sera d’estate, dopo una bella pedalata… Continue Reading »

c.i. ciclomundi

 

Cari amici pedalatori, lunedì prossimo riceverete la newsletter ma vi do’ in anteprima questo annuncio: l’edizione 2010 di Ciclomundi. Il festival nazionale del viaggio in bicicletta, si terrà a Siena dal 24 al 26 settembre. L’iniziativa nasce grazie all’interessamento della Provincia di Siena, che ha fortemente voluto il Festival nelle Terre di Siena che già ospitano l’Eroica, la famosa cicloturistica internazionale, e che si possono considerare a giusto titolo un paradiso per i cicloturisti e i cicloviaggiatori. La notizia sarà data con maggiori dettagli alla BIT il prossimo 20 febbraio alle ore 10.30 nello spazio della Regione Toscana durante la presentazione della nuova guida alla Val di Merse in bicicletta. Per intanto segnatevelo in agenda, a presto maggiori dettagli!

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Pubblichiamo un estratto in anteprima del libro “Irlanda gentile. Humour e avventure a pedali di un eccentrico gentleman inglese” del giornalista britannico della BBC in pensione Edward Enfield, pedalatore solitario in Irlanda, Grecia, Francia e Germania. Il libro, fresco di stampa per i nostri tipi, è in questi giorni in libreria.

 La vista era spettacolare, una gola con le Purple Mountains sulla sinistra e le Macgillycuddy’s Reeks sulla destra, resa ancora più bella, soprattutto, dal sole. È una salita di circa 7 chilometri, con un ruscello nel mezzo e alcuni laghi su entrambi i lati, in uno dei quali, secondo la leggenda, san Patrizio annegò l’ultimo serpente d’Irlanda. Lungo tutto il tragitto verso la cima c’erano acqua, rocce e giaggioli, e un fiore bianco che non sono riuscito a identificare ma che poteva essere un iris bianco. Una volta raggiunta la cima, avevo superato quasi tutti i carri, così potei scendere liberamente lungo l’altro lato. In fondo trovai un cottage dove pranzai con un’ottima zuppa fatta in casa e soda bread. (Sembra che la zuppa sia piuttosto diffusa in Irlanda; io la mangiavo abbastanza spesso per pranzo e ne sono sempre rimasto soddisfatto.) Alcuni tedeschi, e più tardi anche una coppia di francesi con le biciclette, stavano immancabilmente seduti a prendere il sole sull’erba. Ero un po’ perplesso su come facessero tutti quei francesi a cavarsela in Irlanda, perché, in base alla mia esperienza nel loro paese, per quanto uno parli male il francese sarà sempre meglio del loro inglese. Non potevano assolutamente avere dimestichezza con l’inglese che si parla in Irlanda ed era improbabile che le padrone di casa irlandesi parlassero molto il francese, quindi non riuscivo davvero a immaginare come facessero ad andare in giro o a farsi capire. In questo caso riusciro no a pranzare reclutando me come interprete, una scelta disperata, che però funzionò. Continue Reading »

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Pubblichiamo l’intervista a Claude Marthaler rilasciata al mensile Millionaire di Gennaio 2010 alla giornalista Lucia Ingrosso. Di Claude Marthaler, dopo “Il canto delle ruote“, è fresco di stampa in libreria “Lo zen e l’arte di andare in bicicletta. La vita e altre forature di un nomade a pedali” con prefazione di Didier Tronchet e copertina di Altan.

Che cosa insegna un viaggio in bicicletta?
L’equilibrio, la determinazione, l’accontentarsi, l’umiltà, la vita semplice, sana e piena d’aria, il valore della lentezza, la scoperta e il rispetto di sé e l’attenzione agli altri. La convivialità, la solidarietà, il calore umano e la generosità, molto più frequente in chi non ha nulla che in chi ha tutto. A superare sia le latitudini culturali e geografiche che le proprie frontiere interiori. In costante disequilibrio, in bici, bisogna trovare la giusta velocità per lasciarsi crescere interiormente. La bicicletta permette ai bambini di crescere e di diventare adulti; agli adulti di sognare e restare un po’ bambini…

- Di che cosa ha vissuto in sette anni in giro per il mondo?
Mi sono arrangiato piuttosto bene. E’ stata la più bella esperienza della mia vita. Dal punto di vista esistenziale: ho vissuto con la gioia di esaudire un sogno d’infanzia. Da un punto di vista finanziario: con qualche piccolo risparmio, qualche aiuto di aziende sportive, grazie all’ospitalità della gente, uno stile di vita spartano e creativo e soprattutto con la pubblicazione di articoli e foto.

- Cosa dire a chi vive una vita in ufficio per mille euro al mese?
Non mi permetterei di dare lezioni a nessuno e sono certo di imparare qualcosa da ciascuna persona che incontro. Attraversiamo la vita come ciechi, con quello che abbiamo ricevuto dall’amore o che non abbiamo ricevuto, con quello che siamo. A ciascuno il compito di trovare la propria vita. Il pregiudizio contenuto nella tua domanda sottitende un opposizione tra la felicità costante (del viaggiatore) e un malessere in chi resta (in questo caso un sedentario con un basso salario). Ne esce una visione in bianco e nero della vita che è, in realtà, molto più ricca, perché composta da tutti i colori. Serve tutto per fare un mondo. Continue Reading »

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Pambianco. Garzone, inevitabilmente. Non di panificio o panetteria, ma di macelleria. Quella del padre. Saltava sulla bici e portava la carne a casa dei clienti. E siccome Bertinoro è un balcone sulla Romagna, Pambianco scendeva e risaliva, saliva e riscendeva, sella e pedali, pedali e sella. Così che si diventa corridori.
Pambianco. Battezzato Arnaldo, detto Gabanì, giacchetta, quella bianca da garzone di macelleria, quella con cui svolazzava in discesa, quella con cui arrancava in salita, quella che era un tutt’uno con la bici.
Pambianco aveva uno strano modo di stare in sella, a testa alta, a busto teso, come se avesse mangiato una scopa, come se volesse vedere chi c’era, se c’era, davanti. Invece il suo modo di correre era garibaldino: attacchi, fughe, inseguimenti, salvo finire la benzina a un passo dal traguardo, a un niente dal sogno. Per questo ho sempre pensato che la sua posizione in bici fosse nata per scrutare l’orizzonte, intuire tornanti, indagare pendenze, lanciare agguati.
Bel dilettante, Pambianco. E se è per questo, gran professionista. Un Giro d’Italia, quello del 1961, del Centenario - non del Giro, ma dell’Italia - vinto davanti a Jacques Anquetil e a Charly Gaul, e con tanto di Stelvio. Poi un Giro di Sardegna e una Milano-Torino, poi tanti secondi posti, poi troppi terzi, così che alla fine alla fine per non rassegnarti all’anonimato e al tramonto anche un quarto o un quinto ti regala soddisfazione. Pambianco divenne gregario, più per scelta che per convinzione, più per rispetto che per vocazione, più da Gabanì che non da Arnaldo. Ma un gregario-capitano, o un capitano-gregario, un campione di modestia al servizio dei campioni di strada. Lo sapevo, lo sapevamo: eravamo complici. Continue Reading »

bit2010
 

Ediciclo Editore partecipa per la prima volta con un suo stand personale alla Bit - Borsa Italiana del Turismo in programma a Milano presso il nuovo polo fieristico di Rho dal 18 al 21 febbraio prossimo (ingresso visitatori solo il 20 e 21 febbraio dalle 9.30 alle 18.00) presso l’area Sportland, settore bici, padiglione 6 stand s23. Proporrà una selezione del suo catalogo e tutte le novità. In collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Provincia di Siena e con l’APT di Siena e all’Unione dei Comuni della Val di Merse presenterà inoltre la nuova guida “Val di merse in bicicletta” sabato 20 febbraio alle ore 10.30 presso lo spazio della Regione Toscana. Nell’occasione sarà dato anche un importante annuncio riguardo alla nuova edizione di Ciclomundi 2010 che, per interessamento della Provincia di Siena, sarà allestita nella prestigiosa città d’arte dal 24 al 26 settembre prossimo. Infine sempre sabato 20 febbraio, alle ore 14.00 presso la Sala Conferenze della BIT nel padiglione 10, Ediciclo collaborerà all’incontro, organizzato dalla FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, “BICITALIA: la rete nazionale dei percorsi ciclabili. Una risorsa nuova per il turismo in Italia.” Relatore Claudio Pedroni.

Ciao Franco

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In ricordo di Franco Ballerini, ex corridore e CT della nazionale italiana di ciclismo, scomparso ieri pomeriggio, pubblichiamo la sua prefazione a un nostro libro uscito ad aprile 2009 depurata dei riferimenti al volume. Ciao Franco!

Nella carriera di un ciclista, gregario o campione, ci sono dei punti di svolta, dei bivi, dei momenti in cui bisogna prendere decisioni o fare delle scelte, decidere se fermarsi o andare avanti.
Per quella che è stata la mia esperienza di corridore, i momenti più importanti e formativi negli otto o dieci anni in cui si concentra la carriera sono quelli di difficoltà e di crisi, sono le sconfitte e i ritiri. È in queste situazioni che puoi svoltare davvero, più ancora di quanto succeda dopo una grande vittoria. Parlo prima di tutto per me, naturalmente. Sono stato un buon dilettante, certo non un fuoriclasse ma uno che aveva i numeri giusti. Da giovane non vincevo tantissimo, ma avevo capito di possedere le qualità per fare il corridore, di poter ambire al professionismo in maniera legittima. Al debutto tra i professionisti, però, e per lungo tempo, in corsa non andavo avanti nemmeno se mi spingevano. Non c’era verso di cambiare, non sembrava esserci allenamento in grado di ribaltare la situazione. Ero, insomma, a un passo dal fallimento, dall’abbandonare la bici per passare a un lavoro “normale”. Se ho continuato, se ho tenuto duro, è perché ho avuto la fortuna di essere capace di dialogare con me stesso, di convincermi che un buon cavallo da corsa non poteva essere diventato un asino di colpo. E che bisognava pazientare e lavorare con ostinazione. Continue Reading »

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Pubblichiamo un articolo apparso venerdì 5 febbraio sul numero 1142 de Il Venerdì di Repubblica a firma di Marco Bresolin.

Per approfondimenti vedi, tra gli altri, i link:
http://iridebikepolomodena.wordpress.com
http://romabikepolo.org/
http://www.bikepolo.com/
http://natinonfummo.blogspot.com/2009/10/bike-polo.html

BIKE POLO. Lo sport più chic cambia e si fa strada

Dilaga anche da noi la versione pop dell’antica disciplina inglese: per giocare, bici appositamente modificate. Ci si sfida di notte, in piazze, parchi, parcheggi. E ora anche i team italiani si affacciano in gare a livello internazionale.

di Marco Bresolin

Biciclette a scatto fisso usate come cavalli e racchetta da sci opportunamente modificate per trasformarsi in «mallet» e buttare in rete una pallina. Da Totino a Catania si diffonde la passione per il bike polo, la variante urbana dello sport preferito dai lord inglesi. Una tendenza importata dal Nord Europa, che nell’ultimo anno è cresciuta in maniera esponenziale in Italia, creando vere comunità metropolitane. Ragazzi che settimanalmente si danno appuntamento nelle piazze cittadine, sui campi da basket o nei parcheggi dei centri commerciali.
A Milano, se il martedì sera si passa in piazza San Fedele, proprio alle spalle di palazzo Marino, sede del Comune, è impossibile non assistere a una sfida di bike polo.
Sotto gli occhi vigili di Alessandro Manzoni (il campo sorge ai piedi del monumento dello scrittore, nel punto in cui cadde battendo la testa, nel 1873 a 88 anni, incidente da cui non si riprese e che lo portò alla morte), la piazza si anima: in campo due squadre da tre elementi ciascuna; ai lati che non vede l’or che arrivi il proprio turno, chi discute delle modifiche da apportare alla bicicletta, chi contribuisce (insieme ai rumori delle cadute, che in una partita non mancano mai) a creare la colonna sonora della serata con una chitarra o con uno stereo. Continue Reading »

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