
In ricordo di Franco Ballerini, ex corridore e CT della nazionale italiana di ciclismo, scomparso ieri pomeriggio, pubblichiamo la sua prefazione a un nostro libro uscito ad aprile 2009 depurata dei riferimenti al volume. Ciao Franco!
Nella carriera di un ciclista, gregario o campione, ci sono dei punti di svolta, dei bivi, dei momenti in cui bisogna prendere decisioni o fare delle scelte, decidere se fermarsi o andare avanti.
Per quella che è stata la mia esperienza di corridore, i momenti più importanti e formativi negli otto o dieci anni in cui si concentra la carriera sono quelli di difficoltà e di crisi, sono le sconfitte e i ritiri. È in queste situazioni che puoi svoltare davvero, più ancora di quanto succeda dopo una grande vittoria. Parlo prima di tutto per me, naturalmente. Sono stato un buon dilettante, certo non un fuoriclasse ma uno che aveva i numeri giusti. Da giovane non vincevo tantissimo, ma avevo capito di possedere le qualità per fare il corridore, di poter ambire al professionismo in maniera legittima. Al debutto tra i professionisti, però, e per lungo tempo, in corsa non andavo avanti nemmeno se mi spingevano. Non c’era verso di cambiare, non sembrava esserci allenamento in grado di ribaltare la situazione. Ero, insomma, a un passo dal fallimento, dall’abbandonare la bici per passare a un lavoro “normale”. Se ho continuato, se ho tenuto duro, è perché ho avuto la fortuna di essere capace di dialogare con me stesso, di convincermi che un buon cavallo da corsa non poteva essere diventato un asino di colpo. E che bisognava pazientare e lavorare con ostinazione. Continue Reading »

















