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Fabio Consoli illustra Ediciclo

Le copertine e i libri firmati dall'artista

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Come nasce una copertina?

Per me la copertina è una storia parallela che cammina per mano con la storia del libro. Deve dire senza descrivere, farsi sentire senza urlare.

Come ogni creatura che nasce, tutto parte da una piccola particella, un’idea che poco a poco prende forma. Spesso non è possibile parlare con l’autore, ne si ha la possibilità di leggere l’intero libro, a volte il libro non è neppure ancora stato finito. Dunque l’editore e l’art director hanno un ruolo fondamentale, sono loro che mi danno le risposte, che descrivono la storia, passandomi le scene e la parti più importanti. Da quel punto comincia la ricerca di quell’immagine che raramente “illustra” una scena, ma che cerca di rappresentare le emozioni, le sensazioni, i concetti nel caso di un libro di saggistica.

Da cosa ti fai ispirare quando inizi a lavorare ad un progetto?

Mi piacciono il cinema, i documentari, le serie quelle fatte bene. Lì trovo immagini, inquadrature, palette colori. Se è vero che la pittura ha ispirato tanti grandi registi, direi che il cinema è una grande fonte di ispirazione per i creatori di immagini. Non è raro, per la gioia di mia moglie, che durante un film metta pausa per fare una foto.

Ho un archivio di immagini prese dai film, paesaggi, personaggi, abbigliamento, arredamento. Li uso come riferimento per le mie illustrazioni o semplicemente li copio come studio. I maestri della pittura e dell’illustrazione sono anch’essi grande fonte di ispirazione. Anche la street art contemporanea.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?
 

Il primo in assoluto è Edward Hopper, infinta fonte di studio, un punto di riferimento e un faro nella notte. Anche Matisse, John Singer Sargent e il grande illustratore Guy Billout.

Come si svolge la giornata tipo di un illustratore?

La mia giornata ha due modalità, dipende se lavoro dallo studio di casa o dal mio studio mobile. Vi racconto la giornata tipo dello studio mobile.

Ancora quasi ad occhi chiusi mi preparo un caffè, mi rendo presentabile e preparo la borsa per uscire, la mia assistente Ilia, una cagnolina di circa due anni, mi segue. Salgo sul mio vecchio camper anni 90 e lo parcheggio “ai muretti di Acicastello” in riva al mare. Faccio fare la passeggiatina mattutina a Ilia e nel frattempo prendo il secondo caffè. Al bar rispondo alle prime email. Poi si torna allo studio/camper. La mattina la dedico alla creazione delle bozze o alle attività che richiedono molta concentrazione e un’elevata percentuale di caffeina nel sangue. A pranzo mi preparo qualcosa di semplice, un panino o un’insalata e la mangio sugli scogli in riva al mare, mentre Ilia da la caccia ai granchi, senza mai averne preso uno. Se la temperatura lo permette faccio una nuotata. Si riprende verso le 15 e li, come si può capire, la maggior parte delle energie è stata persa tra le onde. Il pomeriggio cerco di fare lavori che non richiedono grande creatività, ma questo dipende dalle scadenze. Alle 17 si torna a casa. Se c’è ancora luce faccio un giro in bici, d’inverno rispondo a qualche email e ogni tanto mi dedico al nemico numero uno dell’illustratore, lei, l’innominabile: La contabilità.

Parlaci delle tue altre passioni.

Dire che la mia passione più grande è la bicicletta. E la musica. E il viaggio. Qualche tempo fa ho messo su uno spettacolo audio visivo chiamato il Music Visual Journal, una proiezione dei miei disegni di viaggio fatti durante le avventure in giro per il mondo in sella alla mia bicicletta. I disegni sono accompagnati dai miei appunti musicali di viaggio, dei pezzi per chitarra elettrica e loop station suonati live durante la proiezione.
 

Tra i tuoi disegni, ce n’è uno che ti sta particolarmente a cuore?
 

Questa vecchia illustrazione è una delle mie preferite ed è anche una delle mie prime illustrazioni per il mercato italiano. È stata realizzata per il poster di un documentario sull’immigrazione tra nord Africa e Sicilia, un tema che che mi sta molto a cuore. Ad alcune illustrazioni, forse quelle più sentite, do un mio titolo, questa s’intitola Follow your dreams ed è dedicata a tutte le persone che hanno inseguito i loro sogni, a tutti i costi, anche pagando il prezzo più caro

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