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Novità in libreria: "L'anarchia del torrente" di Paolo Repossi

Un nuovo titolo della collana Piccola filosofia di viaggio

Il torrente è il fratello minore dei corsi d'acqua. Sa di non essere fiume e non pretende il mare. Sembra accontentarsi di portare acqua come un gregario, di alimentare una gerarchia talmente antica da risultare insuperabile. Eppure, nel momento in cui sembra arrendersi, ne diventa all'improvviso il protagonista: domina la vita della vallata, regola il respiro del versante, mangia via la terra oppure la accumula. Toglie e restituisce agli uomini acqua ed energia, legna e pietra.

Paolo Repossi, geografo di formazione e funzionario regionale con esperienza in cartografia e gestione delle acque, torna nella Piccola filosofia di viaggio dopo Il rito del filare. Piccola disciplina del vigneto (2023). Sceglie come guida l'elemento più imprevedibile della gerarchia dei corsi d'acqua e ne percorre il corso con una scrittura che intreccia racconto, osservazione del paesaggio e riflessione personale.

Il libro procede per frammenti narrativi e riflessivi, senza suddivisione in capitoli. Tra le pagine si incontrano partigiani spinti dentro il torrente durante un rastrellamento, che nel greto trovano riparo e via di fuga; una ragazza che attraversa l'alveo saltando da una pietra all'altra senza mai toccare terra, convinta che appoggiare i piedi significherebbe far finire l'incanto; un giovane ciclista che si allena sul ghiaione per prepararsi alle classiche del Nord, immaginandosi sul Kwaremont o sulla Cipressa; un misterioso Classificatore dai capelli rossi e gli scarponi da boscaiolo che viaggia di città in città lasciando torrenti di pittura lavabile davanti alle sedi di aziende che giudica pericolose; un anziano che prende in carico un tratto di torrente trasformandolo in un giardino, poi parte con un amico per seguire l'acqua fino alla confluenza nel Po.

Il torrente è il lato selvatico dei paesi. Pochi abitati gli sono rivolti: di solito gli si gira le spalle per guardare la strada. Da dentro il torrente si vede il retro delle case, si rileggono le ambizioni e le scelte, si scoprono le cose scartate senza volerle buttare. Uno spazio marginale che proprio per la sua marginalità è rimasto uno degli elementi più autentici del territorio, oggi riscoperto dal turismo lento e frequentato dalle nuove generazioni che ci camminano dentro, attratte dalla sua natura libera e imprevedibile.

La scrittura di Repossi unisce competenza tecnica e sensibilità letteraria. Il risultato è un testo ibrido che si muove tra letteratura, saggio e scrittura di viaggio: un libro per chi ama il paesaggio e la narrativa breve, per chi è sensibile ai temi del territorio e della ruralità, per chi cerca uno sguardo nuovo su un elemento naturale tanto familiare quanto poco raccontato.

Paolo Repossi (1967) vive a Montalto Pavese. È laureato in scienze geografiche e di professione è funzionario regionale. Si è occupato di cartografia, di gestione delle acque, della mitigazione del dissesto idrogeologico e attualmente di sviluppo locale. Ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti, tra cui Pietro si volta (Pendragon, 2005), Can che dorme (2009), La gestione dell'aria (2011), L'erba che fa il grano (2013), Estate in pieno (2016), tutti per Instar Libri; Sempre settembre (Bolis, 2020); Le alzatrici (Robin, 2025). È coautore di Appennini (Touring Club, 2021). Per Ediciclo ha pubblicato nel 2023 Il rito del filare. Piccola disciplina del vigneto.

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