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Novità in libreria: New York di Catherine Lacey

Dal 27 marzo è in libreria New York di Catherine Lacey, terzo titolo della collana nata dalla collaborazione europea tra Ediciclo Editore e L'arbre qui marche, tradotto per l'edizione italiana da Teresa Ciuffoletti.

New York è la città più raccontata al mondo. Ogni angolo è stato già filmato, cantato, romanzato. Eppure chi ci è stato spesso torna con la sensazione di non averla davvero capita, di aver sfiorato soltanto la superficie di un posto che promette moltissimo e non mantiene mai del tutto le sue promesse. È esattamente da qui che parte Catherine Lacey.

Nata nel Mississippi nel 1985, Lacey si trasferisce a New York nel 2007 per studiare. Vive in subaffitti illegali, cambia quartiere più volte l'anno, lavora come critica gastronomica guadagnando abbastanza da percepire i buoni spesa statali. Conosce una città durissima da abitare, fatta di affitti insostenibili, di coinquilini inaspettati e di metropolitane ferme a metà tragitto. E al tempo stesso rimane irrimediabilmente attratta dalla stessa città che la mette alla prova. Da allora ha vissuto a Chicago, poi in Messico, ma continua a tornare. Questa distanza le consente uno sguardo laterale: quello di chi ha scelto New York consapevolmente, l'ha vissuta dall'interno e può osservarla senza la devozione cieca di chi ci è nato.

In questo memoir, saggio culturale e reportage urbano, Lacey intreccia musica, cinema, storia urbana e aneddoti personali per costruire il ritratto di una città dalla doppia natura. Da un lato la New York dell'immaginario collettivo — quella di Frank Sinatra e Jay-Z, di Sex and the City e del Pizza Rat, romantica e cinematografica, che promette possibilità infinite e redenzione personale. Dall'altro la New York reale, con i suoi affitti che dal 2011 sono aumentati di oltre il 68 per cento, con la "Billionaires' Row" che proietta ombre su Central Park, con centocinquantamila persone senza un posto dove dormire e al tempo stesso trecentocinquantamila milionari. Queste due New York non si annullano, scrive Lacey: si sfidano continuamente, si nutrono l'una dell'altra, e proprio questa tensione produttiva è il segreto dell'irresistibilità della città.

Il libro attraversa luoghi e storie con lo stesso ritmo di una camminata urbana: dalla lunga passeggiata lungo Broadway — tracciata sull'antico sentiero dei Wickquasgeck, oggi fiancheggiata dal Flatiron Building e dai fantasmi dei teatri demoliti nel 1982 — al "triangolo della ripicca" di Christopher Street, piccola vendetta di famiglia incisa nel marciapiede. Dalla bodega come archivio di fiducia informale al Toñita's di Williamsburg, social club caraibico sopravvissuto alla gentrificazione. Dalla storia di Phil, figlio di immigrati italiani diventato ballerino classico dopo aver trovato un libro in biblioteca, alla scrittrice Lore Segal, che a novantaquattro anni abitava ancora nello stesso appartamento dell'Upper West Side dove aveva iniziato a pubblicare sul New Yorker. Ogni storia è ancorata a un luogo preciso, ogni luogo si apre su un tema più ampio.

Il volume include cinque itinerari — quattro stagionali (autunno a Fort Greene tra librerie indipendenti e Brooklyn Academy of Music; inverno tra High Line, Chelsea Market e i karaoke di Koreatown; estate di eventi gratuiti a Central Park e Bryant Park; primavera nel West Village tra cinema d'essai, stand-up comedy e jazz club storici) e uno geografico dedicato alle istituzioni culturali e culinarie di Queens — oltre a infografiche, una bibliografia commentata e una filmografia ragionata.

New York è il libro per chi a New York c'è già stato ma sa di non averla davvero capita, per chi è interessato al "come si vive" più che al "cosa vedere".

Fa parte dei venti migliori giovani romanzieri americani secondo la rivista letteraria Granta. Il suo ultimo romanzo, Biografia di X (Sur, 2024), è stato scelto tra i migliori del 2023 dal New Yorker, dal New York Times e da Time Magazine.

I prossimi titoli della collana Bon Voyage saranno dedicati a Barcellona (Anna Pazos, primavera 2026), Berlino (Norman Ohler, estate 2026) e Lubiana (Brina Svit, autunno 2026).



 

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