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Il fuorigioco sta antipatico ai bambini

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  • PAGINE: 192
  • FORMATO: 13x20 cm
  • LINGUA: Italiano
  • RILEGATURA: Brossura filo refe
  • PRIMA EDIZIONE: maggio 2014
  • ISBN: 9788865491218
  • ILLUSTRATORE: copertina di Riccardo Guasco
  • COLLANA: Battiti
12.50   Ediciclo Editore

E se un uomo vivesse ogni quattro anni, solo quando ci sono i Mondiali di calcio? Il protagonista di questo romanzo si trova, nel 1974, ancora nel grembo materno e fa una capriola di dispetto quando l’Olanda di Cruijff viene beffata da un tiro sbilenco di Gerd Muller. Nel 1978, camminando col padre verso la scuola materna, s’imbatte in Julio Cortazar che gli spiega la dittatura argentina. Nel 1982, mentre un’Italia accaldata festeggia il Mundial di Paolo Rossi, elabora il lutto paterno. Nel 1986, spreca l’adolescenza distraendosi durante il goal di Maradona contro l’Inghilterra (quello bello). Alla soglia della maggiore età, nel 1990, studia il “fenomeno Totò Schillaci” ascoltando a scuola una lezione di Sciascia e, quattro anni dopo, è tra i pochi a capire l’incomprensibile rigore sbagliato da Roberto Baggio contro il Brasile perché ha letto Kurt Vonnegut. Ventiquattrenne nel 1998 inizia a lavorare scoprendo che Zinedine Zidane è anche esperto di lavatrici e nel 2002 osserva il curioso arbitraggio di Byron Moreno fra gli scaffali di una libreria. Da Malaga guarda, in compagnia della fidanzata e di Péter Esterházy, il vittorioso Mondiale del 2006. Nel 2010 prova a spiegare a sua moglie, assistendo alla finale sudafricana tra Spagna e Olanda, come le due squadre riluttanti siano allenate da Bartleby lo scrivano. Infine attende l’inizio dell’edizione del 2014 in Brasile raccontando a suo figlio dell’opera di Turgenev e del disastro del Maracanã.

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