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Riccardo Guasco illustra Ediciclo

Intervista a "Rik" / Come nasce una copertina?

INTERVISTA A RICCARDO GUASCO (febbraio 2021)

Quando è iniziata la collaborazione con Ediciclo?

La collaborazione con Ediciclo è nata intorno alla fine del 2013 se non vado errato e coincide con la nascita della collana "i Battiti". Ricordo di aver iniziato i rapporti con Ediciclo proprio con questa committenza, che fu anche la mia prima in ambito editoriale, la creazione del logo della collana e di tutte le copertine che da li a pochi anni sarebbero uscite. Come "battesimo" non avrei potuto chiedere di più, era sicuramente un ottimo banco di prova anche se all'epoca ricordo che andai abbastanza nel panico per tutta quella fiducia.

Come nasce una copertina?

Con il tempo ho imparato ad amare il supporto delle copertine dei libri come pochi altri supporti, lo amo talmente tanto che molte volte mi capita di comprare i libri dalla copertina, non è indice della qualità del contenuto ma è ormai una deformazione professionale che seguo fedelmente. Un bravo illustratore credo che pensi alla copertina come una porta che ti deve convincere ad entrare in quel mondo, deve creare un' immagine che non sia necessariamente un frame contenuto all'interno del libro, ma un soggetto che innesca un ragionamento, che contenga un'idea, una curiosità di cui troverò le risposte o le chiavi per comprenderla a pieno solo all'interno del libro. Personalmente quando mi approccio ad una copertina cerco sempre di offrire più opzioni e più gradi di profondità, dalle copertine più semplici e immediate a quelle più essenziali e simboliche. Realizzo diversi schizzi in bianco e nero sul layout del libro con già il testo del titolo e tutto quello che compare in copertina. Una volta scelta la versione definitiva passo alle proposte di colore fino ad arrivare alla copertina definitiva. Ovviamente meno dura questo processo e non ci sono stalli o interruzioni e più la copertina risulta fresca e diretta.

Qual è il tuo rapporto con il mondo delle due ruote?

Mi sono avvicinato al ciclismo grazie alle scenografie di un teatro portando in scena spettacoli sui principali personaggi del ciclismo del passato, Girardengo, Bottecchia, Malabrocca, ho conosciuto così il ciclismo dagli albori che mi ha portato dai primi poster con i profili di Coppi e altri ciclisti, alle copertine per Ediciclo, ai manifesti per la Maratona delle Dolomiti. Ho sempre cercato di andare al cuore della bicicletta rappresentando gli uomini, la polvere, la fatica, di uno sport che è sempre più simile ad una metafora della vita. Mi piace la bicicletta quando è animata dall'uomo, per la perfezione meccanica che acquisiscono l’una con l’altro, ricevendo entrambi energia e dinamismo, ed è questo quello che cerco di rappresentare quando disegno e che spero emerga guardando i miei lavori: una grande energia dinamica, di linee, colori, passioni e velocità.”

A quale di queste 16 copertine ti senti più affezionato?
 

Cerco di non affezionarmi mai ai lavori che faccio, tutte le copertine hanno avuto una loro storia e un loro sviluppo e quindi con una storia a sé che le rende uniche, il motivo è legato a volte al soggetto, a volte ad una mia voglia di sperimentare una data composizione, da alcune ne sono nate delle scatole per dolci, da altre delle tele. E' banale ma è come se fossero figli che se ne vanno e non è giusto fare comparazioni.  "Le copertine so'piezz e core"!

 

Ci racconti il tuo processo creativo?

Nasce con la parte che adoro di più, "lo schizzo” che rappresenta il momento in cui le idee vengono trascritte per la prima volta su un foglio o sullo schermo con un alfabeto di segni e immagini semplici e veloci, lo considero il vero e puro atto creativo, il momento in cui un' idea trova la sua forma sulla carta. Meno dura questo processo, più, a mio parere, l’opera risulta fresca e diretta. Molte volte questo processo viene innescato da un dettaglio, una frase, una foto, qualche cosa che ho visto durante la giornata che mi ha acceso la voglia di rifarlo o di utilizzarlo in una nuova illustrazione. Poi il soggetto sul foglio, se fatto bene, prende vita e innesca a sua volta altre situazioni, immagini, collegamenti. L'ispirazione è aver collezionato nella mente tante immagini e prendere quella giusta al momento giusto, il resto lo fanno la mano e l'occhio.

SE VOLETE SAPERNE DI PIU' SU COME NASCE UNA COPERTINA D'AUTORE, SFOGLIATE LA GALLERY QUI SOTTO! Troverete le prime prove, gli schizzi, le idee iniziali che Riccardo Guasco ha "buttato giù" per le copertine dei libri "Gino e Fausto. Una storia italiana" di Franco Quercioli e "Ho visto Maradona" di Antonio Gurrado.

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